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Wednesday, August 17, 2022

Decreto Brunetta Stop Smart Working. Pasquale Aiello: “Sembra un protocollo di larghe intese non un documento in procinto di divenire Legge dello Stato”

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La bozza di decreto pro lavoro in presenza nella pubblica amministrazione predisposta dal Ministro Renato Brunetta va ben oltre la ben nota posizione presenzialista del Ministro stesso. Nei fatti è un vero e proprio provvedimento anti lavoro agile.

Lo Smart Working, per essere applicabile ed “autorizzato”, deve soddisfare otto condizioni di cui almeno quattro dovrebbero essere definite in modo sistemico a livello normativo dal Governo e non demandate alle singole Pa e relativi dirigenti. Ma ciò è quanto previsto dalla bozza di decreto predisposta dal ministro Renato Brunetta per il “superamento dell’utilizzo del lavoro agile emergenziale” da “subito“.

Duro l’intervento di Pasquale Aiello, Presidente dell’Ente Nazionale per la Trasformazione digitale:

Il manoscritto definito “La bozza del Decreto” sembra essere più un protocollo di larghe intese invece di un documento in procinto di divenire legge dello Stato. Si richiede al Ministro Brunetta ed allo Staff tutto una pre-valutazione di impatto comprensiva di indicatori geo-economici e sociali oltre quelli “canonici” di produttività ed efficienza. Non chiediamo di avere statisti, ormai estinti, ma una Legge al passo con i dettami seguiti da tutto il mondo, si.”

Il confronto Brunetta – Aiello, già nelle settimane scorse aveva spostato il focus sulla pericolosa tendenza nel procrastinare decisioni ed azioni necessarie nell’immediato. In quella circostanza il Presidente dell’ENTD spiegava la sua posizione e quella dell’Ente che presiede:

“Sarebbe da improvvidi non vedere le problematiche che frenano il cambiamento e l’adozione di nuovi modelli organizzativi e di lavoro in Italia. Se queste criticità non vengono affrontate da questo governo, con portafoglio pieno e debiti ai posteri, chi dovrà gestirli? Pensare di lasciare ai nostri figli e nipoti problemi da risolvere oltre a debiti da saldare è una cosa surreale.”

Pasquale Aiello indicava le criticità da “prendere di petto” tra le quali:

  1. Welfare occupazionale;
  2. Babysitting istituzionale;
  3. Paura del cambiamento;
  4. Processi operativi non integrati e disomogenei;
  5. Elevati costi e tempi di adeguamento delle strutture informatiche;
  6. Difficoltà nel fornire strumenti pronti per l’uso e semplici da usare;
  7. Assenza di un unico database centralizzato e cultura del dato;
  8. Informazioni e procedure frammentate e di difficile lettura;
  9. Prescrittività dei processi e ridotto range di personalizzazione in autonomia;
  10. Mancanza di reportistica facile da consultare, soprattutto per i manager, decisori e legislatore;
  11. Difficoltà nel capire le esigenze dei cittadini per mancanza di dati e presidio dei territori da parte dello Stato.

L’Ente Nazionale per la Trasformazione Digitale ha richiesto oggi stesso un confronto con Brunetta ed il suo staff tramite il Registro dei Rappresentanti di Interessi della Camera dei Deputati.

La Redazione
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