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Brunetta: no allo Smart Working nella Pubblica Amministrazione – Aiello: “Procrastinare no – bisogna risolvere le criticità adesso”

Intervento deciso sulle dichiarazioni di Brunetta circa lo Smart Working da parte di Pasquale Aiello, RDI alla Camera dei Deputati per l’ENTD e Presidente dell’ Ente Nazionale per la Trasformazione Digitale.

Secondo l’autorevole esperto internazionale di trasformazione digitale rimandare la definizione dell’attuale impianto normativo, relativo al lavoro a distanza, spesso impropriamente associato al termine Smart Working, è un cattivo segnale per il Paese, “un segnale di non cambiamento.”

Lo specialista di Intelligence ed Intelligence Digitale, spiega: “Sarebbe da improvvidi non vedere le problematiche che frenano il cambiamento e l’adozione di nuovi modelli organizzativi e di lavoro in Italia. Se queste criticità non vengono affrontate da questo governo, con portafoglio pieno e debiti ai posteri, chi dovrà gestirli? Pensare di lasciare ai nostri figli e nipoti problemi da risolvere oltre a debiti da saldare è una cosa surreale.”

Pasquale Aiello elenca le criticità che frenano il cambiamento nella pubblica amministrazione ed in Italia:

  1. Welfare occupazionale;
  2. Babysitting istituzionale;
  3. Paura del cambiamento;
  4. Processi operativi non integrati e disomogenei;
  5. Elevati costi e tempi di adeguamento delle strutture informatiche;
  6. Difficoltà nel fornire strumenti pronti per l’uso e semplici da usare;
  7. Assenza di un unico database centralizzato e cultura del dato;
  8. Informazioni e procedure frammentate e di difficile lettura;
  9. Prescrittività dei processi e ridotto range di personalizzazione in autonomia;
  10. Mancanza di reportistica facile da consultare, soprattutto per i manager, decisori e legislatore;
  11. Difficoltà nel capire le esigenze dei cittadini per mancanza di dati e presidio dei territori da parte dello Stato;
  12. Integrazione con il web frammentata, blanda e non pianificata;
  13. Scarsa efficacia nella comunicazione istituzionale e relativa non inclusione di una parte consistente della popolazione;
  14. Utilizzo non efficace ed efficiente di fondi per la formazione dei dipendenti;
  15. Scarsa capacità di produrre in house personale qualificato;

Aiello conclude con una domanda: “Il lavoro a distanza, ovviamente, non è per tutti ma inevitabilmente implica la digitalizzazione e quindi la messa in trasparenza di procedure e processi. Forse è questo che spaventa più di ogni altra cosa?

8 Settembre 2021


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